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Stefano Carlo Vecoli

Stefano Carlo Vecoli, architetto, scrittore, pittore, vive a Viareggio, sua città natale.

Nato a Viareggio, in tempo per attraversare, nella sua adolescenza, i passionali anni settanta. Architetto e Docente nei licei di disegno e storia dell’arte, sul suo biglietto da visita ha scritto: architetto e varia umanità, ad indicare i molti interessi artistici e culturali coltivati in tutta la sua vita passata e futura.

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Le sue opere danno vita a un universo popolato da dei, ninfe, draghi, mostri, folletti, principesse e cavalieri: figure archetipiche che sembrano provenire da un tempo remoto e che invece parlano con sorprendente lucidità al presente. Attraverso un segno colto ma leggero e un uso del colore brillante e narrativo, Vecoli costruisce scene ironiche e divertite, capaci di smascherare vizi, fragilità e contraddizioni dell’essere umano contemporaneo.

Il suo è un immaginario senza tempo, dove il mito si fa strumento critico e il racconto simbolico diventa lente attraverso cui osservare la realtà. Ogni personaggio è al tempo stesso maschera e specchio: un archetipo che riflette strutture psicologiche universali, restituite con uno sguardo mai giudicante, spesso giocoso, sempre profondamente umano.

Scoprire le opere di Stefano Carlo Vecoli significa entrare in un mondo colto e ironico, dove la memoria del passato dialoga con il presente e l’arte si fa racconto, pensiero e sorriso.

Scrittura. Il piacere di leggere, ha fatto maturare in Vecoli la voglia di raccontare e così la parola è divenuta un gioco o serio per elaborare storie ed emozioni.

Questi i suoi romanzi: “Il pranzo dei Burlanti” (Firenze 2002) (Primo premio “Firenze, Capitale d’Europa” 2007); “Il Pezzente di Denari” (Viareggio 2006) ( Secondo premio “Firenze, Capitale d’Europa” 2006) e nel 2013 “Crescevano Sogni, Fiorivano Eskimi” (Ebook, 2013) ( Finalista premio “Firenze, Capitale d’Europa” 2014)”. Ripubblicato nel 2018 con il titolo “Crescevano Sogni”, Porto Seguro editore, Firenze. Molti i suoi racconti vincitori in svariati premi nazione, adesso raccolti nell’agile volume “Racconti Sparsi”, Amazon edizioni.

Architettura. Laureatosi a Firenze in Architettura, si dedica alla professione occupandosi di design (primo premio Adi a Milano nel 1983) e ristrutturazione alberghiera. Numerose sono le pubblicazioni e mostre di arte e architettura a Viareggio e in Versilia curate con i suoi studenti al Liceo di Viareggio Pittura. Dopo anni di solitario e silenzioso lavoro, stimolato dalla amicizia fervida e feconda del maestro Giorgio Michetti, si decide ad esporre le sue pitture e grafiche.

Numerose le mostre personale e le collettive, in Toscana e in Italia. Milano, Firenze, Lucca, Viareggio, Pisa, Montignoso, Marina di Massa, Lido di Camaiore, Pietrasanta, Castrocaro, Roma, Genova, Livorno, Piombino, Pistoia.

 

Sonia Paladini

Sonia Paladini nasce a Firenze e vive e lavora a Prato. Coltiva la passione per l’arte fin da giovane; dopo il diploma in ragioneria intraprende un percorso artistico da autodidatta, approfondito successivamente presso la Scuola d’Arte Leonardo di Prato. Nel corso degli anni ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, tra cui Infinito (2016) alla Casa Natale di Giotto e Anime (2019) alla Saletta Valentini di Prato.

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Il suo lavoro nasce da un’esigenza profondamente interiore: la pittura e la scultura diventano strumenti di libertà, conquistata attraverso un cammino di consapevolezza e di confronto con la propria vulnerabilità. Le opere di Sonia Paladini affrontano quelle che l’artista stessa definisce “trappole”: insicurezze e fragilità che appesantiscono l’esperienza umana, ma che possono trasformarsi in possibilità di crescita.

Elemento centrale della sua ricerca è il colore, utilizzato in tinte vivaci e prive di ombre, con forti contrasti cromatici e una distribuzione equilibrata della luce. Le pennellate, decise e dense di materia, restituiscono un senso di energia e di resistenza, simbolo di una volontà di ribellione a un destino di sofferenza interiore. Accanto a opere più legate a una riproduzione mimetica della realtà, emergono lavori che superano il visibile, assumendo un andamento più astratto e spirituale.

 

La pittura di Sonia Paladini non vuole essere semplice racconto, ma ricerca: uno spazio in cui l’opera diventa specchio dell’interiorità e tentativo sincero di avvicinarsi a una verità emotiva e umana.

Didier Goguilly

Didier Goguilly

Pittore, disegnatore, fotografo, è nato a Besançon nel 1966 e vive e lavora a Pau.
A diciotto anni, dopo aver conseguito il diploma di ebanista, che già richiede una buona base di disegno, inizia a dipingere. Siamo nel 1985 e Didier entra alla scuola d’arte, prima a Mâcon e poi a Besançon, lasciandosi influenzare da Cremonini, Corot, Courbet, Balthus, Hopper, Bonnard, Richter, Debre e molti altri. Negli studi è allievo di Joël Desbouiges, Georges Oudot, Jens Boettcher, Jean Ricardon e di Jean-Marc Scanreigh.
Dopo il diploma lascia Besançon per stabilirsi a Pau e qui, per un gioco di situazioni e per l’influenza del paesaggio, la sua pittura si libera, si emancipa e prende una nuova direzione.

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Ancorato alla figurazione, la sua pittura scava, scandaglia i concetti ne sono alla base, un lento lavoro che si sviluppa nel tempo in varie serie di opere.

La sua attività trova oggi un complemento nel trasmettere la sua esperienza di artista sia attraverso i corsi che si svolgono presso il suo atelier che attraverso interventi nei musei, nelle scuole etc.

Per citare Michel Pagnoux a proposito del suo lavoro e della sua ricerca “La guida del colore è sicura, efficiente, serrata”, o ancora Joël Desbouiges « La costruzione pittorica del lavoro di Didier sottolinea il silenzio, l’assenza,  che resta il vero soggetto che ci rivelano le luci violente mentre dialogano con l’”oggetto” scelto”

“L’illusione, alla base delle mie esigenze, mi libera e mi permette di vivere il mondo, di esplorarlo, di goderne”.

Le pitture che sono in galleria fanno parte di questo filone. Si collegano al tema “sonno ed illusione” che può trovare un legame con l’onirismo, un lavoro sull’immagine, il tema e la realtà.

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