Descrizione
Olio su tela, cm. 70×70
Un intreccio fitto di steli ci avvolge. Non sono canne, ma erbe dai fusti rigidi, forse selvatiche, forse familiari. La prospettiva è quella di chi è immerso dentro: piccoli, come un frammento, come uno dei micro puntini che costruiscono l’immagine. L’opera di Maurizio Pupilli ci fa entrare in un’alba silenziosa e struggente, vista da un rifugio complicato e protettivo insieme.
Tutto è composto con l’inconfondibile tecnica puntinista dell’artista: milioni di tocchi che si sommano a formare un’immagine in bilico tra presenza e dissolvenza. In questo caso, lo scenario è un interno vegetale, quasi soffocante, attraversato da una luce rosata e lieve che filtra tra gli steli. Nebbie chiare e delicate annunciano l’alba. Il percorso è tortuoso, difficile, ma la luce, vera protagonista del quadro, si mostra oltre, possibile.
Non è solo un paesaggio: è uno stato d’animo. Il cammino tra le difficoltà della vita, fatto di ostacoli, attese, direzioni incerte, è evocato in questo campo fitto. Ma ogni linea, ogni bagliore suggerisce che oltre l’intrico si apre uno spazio nuovo, una via d’uscita, una promessa.
Pupilli ci invita a sostare, ad ascoltare, a guardare con lentezza. E in questo spazio minimo, dove anche noi siamo solo un punto, ritroviamo lo stupore e la speranza. L’alba non è solo fuori da noi: è anche dentro.
Maria Teresa Majoli, giugno 2025









