Descrizione
Tecnica mista e assemblaggio su tavola , cm. 35×45
Un pollo sbigottito, con il becco spalancato in un grido di sgomento, si staglia dietro lo schermo di un microonde. Attorno a lui, patate arrosto, testimoni silenziose di un destino già scritto. L’opera di Luigi Piscopo gioca con l’ironia e il paradosso, trasformando una scena grottesca in una riflessione pungente sulle dinamiche umane.
Chi è davvero sulla graticola? Il pollo o noi? L’immagine, surreale e spietatamente esplicita, ci porta a riflettere su quelle situazioni in cui ci sentiamo vittime di circostanze avverse, messi “arrosto” dagli eventi o dagli altri. Allo stesso tempo, il lavoro di Piscopo allude anche al nostro ruolo di carnefici inconsapevoli, quando – magari senza pensarci troppo – finiamo per “bruciare” qualcuno con parole o azioni avventate. Un gioco di ruoli che si ribalta in un’ottica nonsense, sarcastica e persino cinica, dove il confine tra il serio e il grottesco si fa labile.








