Descrizione
Tecnica mista su tavola, cm. 49×53
Anno 2017
Dentro una sontuosa cornice antica, dorata e fiorita, si apre un enigma ipnotico. Dodici sfere grigio-metalliche, lucide come ematite o galassie pietrificate, sono sospese in una superficie di resina verde e brillante. Disposte a gruppi di tre, ma in modo irregolare, sfuggono a ogni logica simmetrica. È un ordine apparente, forse spezzato, forse volontario: sta a chi guarda decifrarne il significato.
Twelve non è solo una composizione plastica, è una domanda silenziosa. Perché dodici? Le ore, i mesi, gli apostoli, i segni zodiacali… simboli che rimandano al tempo, al sacro, al destino. Ma qui nulla è esplicito: tutto è alluso, nascosto sotto strati di lucentezza, immerso in una materia densa, che conserva e riflette la luce. L’effetto è magnetico, quasi spirituale.
Luigi Piscopo, artista poliedrico e imprevedibile, ci invita stavolta non a decifrare un volto o una scena, ma a confrontarci con la bellezza pura della forma e del numero. L’ironia si è fatta sottile, la narrazione si è ritratta: resta l’enigma, il fascino dell’ignoto, il piacere antico del mistero.








