Descrizione
incisione a punta secca su carta, cm. 6×9
Con Empty, Gabriella Maria Coppetti sceglie la via più esposta e vulnerabile: quella dell’autoritratto. Non un autoritratto celebrativo, non un esercizio di stile, ma un’immagine che nasce da una ferita sottile, da quel senso di vuoto che attraversa periodi della vita in cui il caos sembra prendere il sopravvento. L’artista affida questa confessione visiva alla punta secca, una tecnica che non permette ripensamenti: ogni segno è definitivo, ogni graffio sulla lastra diventa traccia di un pensiero che non può essere cancellato. Gli occhi neri, privati di luce, sono il centro emotivo dell’opera; non guardano fuori, ma dentro, come se la figura fosse colta nel momento esatto in cui tenta di riconoscersi.
Il piccolo foglio in chiaroscuro, con il suo tono cupo e la carta che assorbe l’inchiostro come un respiro trattenuto, restituisce una tenerezza inattesa. La giovane artista si osserva senza indulgenza, ma anche senza crudeltà: si scruta, si interroga, cerca una via per trasformare il disorientamento in consapevolezza. Sullo sfondo, il segno si fa più agitato, quasi un campo magnetico che vibra attorno alla figura, simbolo di quel “rumore” interiore che accompagna i momenti di smarrimento. È un’immagine che non racconta una caduta, ma un attraversamento.








