Lidia Bachis
Lidia Bachis sviluppa da anni una ricerca riconoscibile e coerente, in equilibrio tra pop art e suggestioni street, capace di coniugare forza visiva, eleganza formale e una sottile tensione narrativa. Il suo linguaggio è immediato e iconico, ma mai superficiale: figure femminili, scritte, teschi, animali simbolici, colori accesi e contrasti decisi costruiscono immagini che colpiscono al primo sguardo e continuano a interrogare nel tempo.
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Le sue protagoniste sono eroine pop, donne comuni o personaggi provenienti dall’immaginario collettivo e fumettistico, sospese tra fragilità e potenza. Accanto a loro compaiono gatti neri inquietanti, cani da guardia, dobermann che attraversano la superficie pittorica come presenze vigili e minacciose, creando situazioni di tensione e di pericolo controllato. È un universo visivo in cui l’ironia convive con l’ombra, e la leggerezza pop si intreccia a una riflessione più profonda sull’identità, sul male e sulle dinamiche del potere.
La pittura di Bachis si muove con disinvoltura tra figurazione e simbolo, tra cultura alta e cultura popolare, mantenendo sempre uno stile raffinato, seduttivo e riconoscibile. Ogni opera è costruita con attenzione compositiva e cromatica, dando vita a immagini forti, accattivanti, capaci di dialogare con lo spazio contemporaneo senza rinunciare a una forte personalità autoriale.
Lidia Bachis è nata a Roma nel 1969. Dopo aver vinto la borsa di studio presso la Scuola di Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, dove ha lavorato per alcuni anni, ha scelto di dedicarsi interamente all’arte.
Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2011 e nel 2013. Tra le mostre istituzionali si ricordano Woman as Philosopher. From thought to communication (Commissione Europea, Bruxelles – Tour Madou) e Fragile (Conference Center, Commissione Europea, Lussemburgo).
Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e museali, tra cui la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo, il Museo Internazionale delle Donne nell’Arte di Scontrone (L’Aquila), il Museo d’Arte Statale di Novosibirsk e il Maui – Museo d’Arte Contemporanea di Teano (Caserta).
Tra le mostre personali si ricordano Afterdark (2011) e We are here (2012) presso Galleria Melograno; Anatomie of the Faith (2015) nella chiesa di Santa Maria della Salute a Viterbo; Better to eat you (2016); Mirabilia e altri paesaggi (2018).
Nel 2021 presenta La Commedia Noire presso il Palagio Fiorentino di Pratovecchio per il 700º anniversario della morte di Dante Alighieri e L’estetica del male alla Galleria Cervo Volante di Roma.
Nel 2022 è alla galleria FormaPop di Roma con Dark Bedtime Stories.
Nel 2025 presenta a Siena la personale La Mossa del Cavallo.
Tra i libri, oltre a Altre identità – Altre forme di identità culturali e pubbliche, si ricordano Candy Candy, l’eroina di una generazione, Angeli e arcangeli. Viaggio nei cieli danteschi e My Home.


